Il comunicato ufficiale dall’Ufficio Stampa dell’Università di Catania rende noto che il prof. Nunzio Zago, professore di Letteratura italiana, è stato eletto preside della costituenda facoltà di Lingue e Letterature straniere di Ragusa per il quadriennio 2011/2015.
Il prof. Zago, ha ricevuto, al termine delle operazioni di voto che si sono svolte questa mattina nella presidenza della facoltà a Ragusa, 14 preferenze su 14 aventi diritto al voto, tra docenti, rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e degli studenti.
Ecco il programma elettorale presentato dal prof. Zago contestualmente alla sua candidatura:
“La mia candidatura a preside della costituenda Facoltà di Lingue e Letterature Straniere con sede esclusiva a Ragusa è il naturale sbocco d’una personale scommessa etico-politica e didattico-scientifica nata, circa dodici anni fa, con la presenza dell’Università degli Studi di Catania nel territorio ibleo. Si tratta, col rinnovato impegno dell’Ateneo catanese e degli Enti locali di Ragusa (Provincia, Comune, Consorzio universitario), di riqualificare e rilanciare questa presenza — che negli ultimi anni era divenuta abbastanza problematica e che adesso si vede riconosciuta, appunto, il rango di Facoltà — per farne ancora di più uno strumento di promozione culturale, economica e civile del territorio. Attraverso l’insegnamento delle principali lingue e culture occidentali e di alcune delle principali lingue e culture orientali (araba, giapponese, cinese) si vuol contribuire, cioè, all’integrazione multietnica in una delle zone nevralgiche del Mediterraneo e dimostrare, magari meglio di prima, che è possibile un’offerta formativa universitaria “virtuosa” e di alto livello, capace di arginare la desertificazione intellettuale del Sud e di creare, nel contempo, strumenti e iniziative non occasionali di ricerca scientifica.
L’obiettivo che mi propongo è, insieme, umile e ambizioso e può riassumersi brevemente: rendere sempre più appetibile studiare ed insegnare a Ragusa Ibla, che dovrà diventare un vero e proprio campus universitario non circoscritto alla cornice, pur suggestiva, dell’ex convento di S. Teresa. A tal fine cercherò di migliorare servizi e strutture, operando in costante sintonia con studenti e docenti, ai quali docenti chiederò di garantire il massimo di disponibilità e di sostegno alle giuste esigenze degli allievi per esigere, in cambio, assiduità, serietà e rigore.
In particolare mi adopererò — in una proficua interlocuzione con le Autorità competenti – per trasferire rapidamente il laboratorio linguistico di piazza Carmine nei locali dell’ex Distretto e renderlo finalmente fruibile al di là dell’ambito stesso della Facoltà (si pensi alla valorizzazione dei beni culturali della provincia, alla formazione e all’aggiornamento degli insegnanti di lingue straniere nelle scuole secondarie, e corsi di preparazione per le certificazioni linguistiche, a corsi di lingua italiana per stranieri); per rendere piu funzionale la biblioteca e incrementare il patrimonio librario; per cercare aule studio di cui gli studenti possano disporre autonomamente, anche per le loro libere iniziative; per sollecitare l’apertura della casa dello studente alla quale è auspicabile possa presto aggiungersene un’altra più capiente (con una minuscola foresteria, eventualmente, accessibile a un prezzo “politico” anche ai docenti provenienti da lontano e ai lettori madrelingua); per migliorare i collegamenti con Ragusa Ibla, ecc.
Una speciale attenzione merita la riorganizzazione della segreteria studenti, con i vari “sportelli” ad essa connessi, e degli uffici dei docenti, anche in vista d’un loro indispensabile ed urgente ammodernamento tecnologico. Avrò cura, inoltre, di sviluppare tutto ciò che vada nella direzione dell’internazionalizzazione degli studi e degli scambi culturali, promuovendo, parallelamente, nella nostra sede, incontri e convegni con i maggiori specialisti delle discipline professate. Naturalmente, procederò in continuo raccordo con l’Università degli Studi di Catania e col Consorzio universitario di Ragusa e non trascurerò di dialogare con le istituzioni di cultura attive nel territorio”

